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Settembre 1, 2020

L'albergo delle donne tristi

Il titolo di questo romanzo di Marcella Serrano, L'albergo delle donne tristi, mi aveva colpita fin da adolescente, ma allora ero troppo entusiasta di Isabel Allende per avvicinarmi ad un'altra autrice sudamericana.

Quest'estate e arrivato il momento di leggerlo, ed e stato bello scoprire che parla di una psichiatra che ha creato un albergo dove le donne che stanno vivendo un momento particolare della loro vita e hanno bisogno di ritrovarsi, possono vivere un'esperienza a contatto con la natura, in contatto con se stesse, e a contatto con le emozioni e le vicende di altre donne.

Mi ha emozionato pensare che quando lo avevo preso in mano da liceale, non potevo immaginare che sarei diventata psicoterapeuta e che il mio studio sarebbe stato frequentato quasi per intero da donne.

Donne alle prese con la loro identita, donne che cercano il coraggio per affrontare un grande dolore, donne che soffrono perche troppo spaventate o troppo ferite, donne che vorrebbero aprirsi all'amore, donne che cercano accudimento e calore.

Sono grata a tutte loro per come si mettono in gioco e si affidano, e sono loro grata anche perche mi trasmettono una grande speranza per il futuro: la maggior parte di loro infatti e molto giovane, e questo mi fa pensare che le giovani generazioni abbiano meno paura di chiedere aiuto e siano piu capaci di prendersi cura di se stesse.

Essere donne oggi (ma anche uomini) del resto, non e affatto facile.

Il romanzo in qualche modo tratta questo tema, quello della relazione tra i sessi, soprattutto nelle sue complessita e difficolta. Onestamente mi aspettavo di piu dal titolo e dall'ambientazione promettente, e invece l'ho trovato un po' banale e non abbastanza avvincente. Tuttavia ho ritenuto interessante il punto di vista che emerge sulla relazione tra uomini e donne.

A questo proposito riporto uno stralcio di cio che Elena, la psichiatra, dice a Floreana, la protagonista del libro, perche mi sembra un'osservazione piuttosto realistica:

"Il fatto e che ormai le donne non vogliono piu fare da madri ai loro uomini... e tanto meno vogliono essere trattate come figlie." [...] "Vorrebbero stare sul loro stesso piano. Aspirano a costruire relazioni paritarie che siano compatibili con l'affetto." [...] "Siamo cresciute, siamo capaci di stare al mondo, eppure siamo piu sole che mai." [...] "Credo che la sfiducia e l'incomprensione tra uomini e donne stiano aumentando ogni giorno che passa. I vecchi codici dell'amore non servono piu e gli uomini - come noi, del resto - non ne hanno trovati di nuovi..." [...] "Il sogno era di poter essere piu felici non appena avessimo conquistato piu spazio e riconoscimenti. Ma ho la sensazione che le cose non stiano andando in questo senso".

Condivido la sensazione che la trasformazione sociale e culturale in cui siamo immersi, rispetto al ruolo e all'identita maschile e femminile, per quanto necessaria su alcuni punti, al momento ci stia lasciando entrambi, uomini e donne, un po' disorientati e forse anche piu distanti.

La speranza da parte mia e che si tratti di un processo in corso, che possa portare a nuove forme e a nuovi modi di relazionarsi affinche la relazione tra maschile e femminile possa essere sempre meno competitiva, sempre meno segnata dalla dipendenza, e sempre meno contraddistinta da lontananza e incomunicabilita; l'augurio allora e che il rapporto tra i sessi si trasformi piuttosto in unione e collaborazione, nel rispetto della reciproca differenza, e che quest'ultima possa essere sempre piu ritenuta una ricchezza e non un ostacolo o un motivo di conflittualita.

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